09/06/2026
"Le piante prima non erano considerate intelligenti ma ora sappiamo che lo sono; e ora troveremo sicuramente qualcos’altro che non è intelligente, e finché non proviamo che lo è, allora non è intelligente. Tutto questo ragionamento riguarda una decisione arbitraria che abbiamo preso in un certo momento della Storia. E ne siamo così convinti che non ci mettiamo mai in discussione: da dove vengono i pensieri? Perché sto pensando nella maniera in cui sto pensando? Riconoscere questo passo falso fondamentale, di aver creato questa separazione, può portarci ovunque, davvero".
Monica Gagliano, ricercatrice in Ecologia evolutiva presso la Southern Cross University, ha condotto esperimenti che hanno aperto scenari inediti sulla capacità delle piante di percepire e comunicare — a partire dal suono. Lo ha fatto restando dentro i canoni del metodo scientifico e insieme allargando il campo verso territori che l'accademia fatica a cartografare — la conoscenza onirica, le pratiche indigene, l'ascolto come strumento di ricerca. "Così parlò la pianta", pubblicato in italiano per nottetempo, è il luogo in cui le due strade si incontrano. Bartolomeo Cafarella l'ha incontrata per parlarne.
05/06/2026
Muovendo dalla celebre "teoria della foresta oscura" di Liu Cixin — secondo cui l'universo potrebbe essere un ambiente talmente ostile da rendere ogni comunicazione un atto suicida — Bogna Konior costruisce una teoria della rete come spazio di sopravvivenza cognitiva. "Internet è una foresta oscura" indaga il modo il cui l’intelligenza – umana e artificiale – si manifesta in condizioni di segretezza e ostilità. Esprimersi online è oggi un rischio calcolato, restare in silenzio è un atto di resistenza.
La teoria della foresta oscura nell’epoca dell’AI
Una macchina davvero intelligente saprebbe che è nel proprio interesse mentire oppure rimanere in silenzio.
06/05/2026
Come vivere nella società automatica?
È questa una domanda principalmente politica ed etica. Politica, in quanto etica del vivere insieme; etica, per il modo del vivere insieme con se stessi, coscienti di sé, delle proprie scelte ecosistemiche, senza fratture psichiche né dissonanze cognitive.
Una domanda che è giusto porsi, in un momento storico e sociale come quello attuale in cui pulsioni oscurantiste, razziste, sessiste emergono in ogni angolo del pianeta, saldandosi con dinamiche identitarie sempre più meschine e violente. Un momento nel quale le trombe della piena automazione e del transumanismo suonano sempre più forte, promettendo trasformazioni sociali vaghe e di là da ve**re – nell’incapacità più totale di mettere in discussione il regime algoritmico, il suprematismo informatico e l’anarcocapitalismo che ne è la base e il terreno di coltura.
Come vivere nella società automatica?
O meglio: come vivere – bene e felicemente – in una società automatica? Come vivere la catastrofe? Una domanda politica ed etica.
21/04/2026
'Botanica segreta' - Workshop teorico e pratico di antica erboristeria
Per riconoscere le proprietà delle piante officinali, gli antichi erano costretti a basarsi principalmente sui loro sensi: vista, olfatto, tatto, gusto. L’osservazione empirica portò gli autori del passato a formulare un metodo per intuire le proprietà officinali di una pianta a partire dalle sue proprietà sensoriali. Forme, colori, odori e sapori che, durante il medioevo e il rinascimento, si rivestirono anche di un significato simbolico.
In questo laboratorio teorico-pratico, analizzeremo le principali piante officinali della tradizione mediterranea a partire dalle loro forme, i loro profumi, i loro sapori, ma anche dalle loro storie e i loro miti. Metteremo insieme le nuove tecnologie, osservando forme e colore nascosti dei fiori con il microscopio e i raggi UV, e poi torneremo a immergerci nella prospettiva di un antico speziale, riproducendo insieme alcune antiche preparazioni erboristiche.
Lavoreremo inoltre sul riconoscimento e la raccolta delle piante spontanee del territorio attraverso una lunga passeggiata consapevole in natura, alla ricerca di erbe selvatiche da utilizzare in cucina per nutrirsi in modo sano e sostenibile. Impareremo a raccoglierle con rispetto e a creare un “menù selvatico” dall’antipasto al dolce.
20/04/2026
RADUNO DEI CENTO RACCONTI
Due giornate per raccontare, leggere e scrivere le nostre paure più antiche e profonde, insieme alla scrittrice Claudia Grande. Due giornate di editing collettivo a 1.600 metri di altitudine per imparare a dare forma all'immaginazione. Due giornate che non dimenticheremo.
11/04/2026
C'è qualcosa di antico e ostinato nel gesto di un lupo che abbandona il branco e si mette in cammino verso l'ignoto. Nel dicembre del 2011, un giovane esemplare lascia il monte Slavnik, in Slovenia, e scompare nei boschi. Mille chilometri di foreste, valichi alpini e frontiere attraversate come se non esistessero: nella primavera del 2012 riemerge in Lessinia, dove incontrerà una lupa e si stabilirà.
Gli scienziati lo hanno chiamato Slavc e ne hanno seguito la rotta grazie a un collare gps. Adam Weymouth ha fatto qualcosa di più imprudente: ha provato a percorrere lo stesso tragitto a piedi, tornandoci più volte nel corso di anni, raccogliendo storie lungo la strada. Il risultato è "Il lupo solitario" (Iperborea, 2025), un libro che si muove su più piani contemporaneamente: naturalismo, reportage e riflessione politica.
Il lupo solitario. Un cammino tra civiltà e natura selvaggia
Storia di un giovane lupo e dell’autore che ha provato a seguirne a piedi il percorso
10/04/2026
Il ruolo della scrittura — e della riflessione sulla scrittura — in carcere diventa quello di insegnare a dare un nome alle emozioni, alle storie, alle relazioni; a raccontare il “fuori”, vissuto o atteso.
Questa mattina, in diretta a Pagina 3, Vittorio Giacopini ha letto alcuni passi dell’intervista che Matilde Quarti ha fatto a Valerio Callieri, autore di 'AS3', libro dedicato proprio a questi temi.
Il volume, pubblicato da Fandango, nasce da un laboratorio di scrittura tenuto dall’autore a Rebibbia. Vi si racconta la sezione di alta sicurezza femminile del carcere seguendo tre donne alle prese con il limite del linguaggio, tra colpa, relazioni e desiderio di essere riconosciute.
I racconti hanno bisogno di parole, che siano pensate, dette, o scritte. E allora come raccontare chi le parole le deve ancora trovare o chi le sta trovando con fatica? E come raccontare luoghi in cui le parole significano altro dal senso comune a cui siamo abituati? Queste le domande che muovono la conversazione tra Matilde e Valerio.
26/03/2026
Da Debord a Jünger, attraverso Seneca e Montaigne, fino a Leopardi e "Il Canto della durata" di Peter Handke. Il percorso proposto da Federico Ferrari nei due giorni di "Dialoghi oltre la linea" è stato vertiginoso, entusiasmante, profondissimo.
Abbiamo discusso e studiato, ma anche condiviso pasti, ascoltato musica dal vivo composta per l'occasione, dormito al riparo del rifugio, guardato il sole nascere dalle montagne. Non proveremo neanche a riassumere in poche parole le emozioni e i pensieri che ci hanno attraversato, sarebbe riduttivo. Ci basta dire che, almeno per un attimo, ci è sembrato di poter tornare a sognare, insieme, il sogno di una cosa.
«Da dove vengono le montagne più alte? chiedevo in passato. E allora imparai che esse vengono dal mare. Questa testimonianza sta scritta nelle loro rocce e nelle pareti delle loro cime. Dall'abisso più profondo, la vetta più alta deve giungere alla sua altezza». (F. Nietzsche)
17/03/2026
La ricerca musicale di Giacinto Scelsi ha oltrepassato i confini della composizione tradizionale per trasformarsi in un’esplorazione radicale del suono come vibrazione vivente. La sua attenzione alla singola nota — indagata nelle sue minime oscillazioni e risonanze interne — apre l’ascolto a una dimensione quasi meditativa.
In questa prospettiva emergono sorprendenti affinità con il 'Vijñāna Bhairava Ta**ra', antico testo della tradizione śivaita, dedicato a pratiche contemplative fondate sull’immersione nella percezione.
A partire da questo incontro tra tradizione orientale e avanguardia occidentale, Francesca Proia esplora le connessioni tra musica, ascolto e disciplina interiore.
Entrare nel suono. Il mantra tantrico e la musica di Giacinto Scelsi
Il compositore Giacinto Scelsi può essere incontrato allo stesso modo in cui si incontra una pratica dell’interiore
06/03/2026
In "Come pensano le foreste", Eduardo Kohn parla delle foreste come agenti pensanti, ecosistemi che percepiscono e si manifestano attraverso gli esseri che lo abitano, umani e non.
Nella puntata di oggi di Pagina 3, Edoardo Camurri cita questo lungo e bellissimo articolo di Bartolomeo Cafarella, che abbiamo pubblicato pochi giorni fa.
Una riflessione che spazia tra etnografia, filosofia e 'scienza psichedelica' per mostrarci come i sogni, la metamorfosi e la comunicazione interspecie rivelino un’intelligenza condivisa, invitandoci così a ripensare il nostro modo di vivere e pensare la crisi ecologica.
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