13/06/2026
IRIS - Didattica della Storia
I ➡️ insegnamento
R➡️ ricerca
I ➡️ interdisciplinare di
S➡️ storia
13/06/2026
13/06/2026
4 giugno 2026: gli elaborati di Fraternità e Amicizia Società Cooperativa Sociale Onlus https://www.fraternitaeamicizia.it/
sono in mostra al Museo del Risorgimento
EVVIVA!
12/06/2026
E' stata inaugurata mercoledì 3 giugno nelle Cantine di Torre Mirana in via Belenzani, a Trento, la mostra curata da Benedetta Rossi
𝗔𝗳𝗿𝗶𝗰𝗮𝗻 𝗩𝗼𝗶𝗰𝗲𝘀 𝗮𝗴𝗮𝗶𝗻𝘀𝘁 𝗦𝗹𝗮𝘃𝗲𝗿𝘆,
nata dal progetto di ricerca “African Abolitionism: The Rise and Transformations of Anti-Slavery in Africa (AFRAB)”.
La mostra evidenzia il ruolo delle voci africane nell’abolizione della tratta e della schiavitù dall'epoca moderna a oggi.
Ingresso gratuito
Contatti
Tel +39 0461 884287
Email
[email protected]
https://www.comune.trento.it/Vivere-il-Comune/Eventi/African-Voices-against-Slavery
07/06/2026
🌻 SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA 2026! 🌻
“Storia interdisciplinare e cultura digitale per la cittadinanza”
In un tempo in cui il digitale trasforma il nostro modo di conoscere, comunicare e partecipare alla vita democratica, la storia può diventare uno strumento essenziale per sviluppare pensiero critico, consapevolezza e cittadinanza attiva. La Scuola Estiva di Arcevia sarà uno spazio di confronto, ricerca e sperimentazione didattica per costruire nuove connessioni tra saperi storici, educazione civica e cultura digitale.
✨ Tre giorni di:
🔹 relazioni e approfondimenti
🔹 laboratori didattici
🔹 confronto tra docenti e ricercatori
🔹 condivisione di pratiche innovative
📅 26-28 agosto 2026
📍 Arcevia (AN)
-> consulta il programma
https://www.icarcevia.edu.it/component/content/article/2683-2026- # # -edizione.html?catid=34:storia&Itemid=101
-> Iscriviti qui:
https://www.icarcevia.edu.it/scheda-di-iscrizione-online.html
Un'occasione preziosa per ripensare l'insegnamento della storia e affrontare le sfide educative del presente insieme a una comunità di docenti. Vi aspettiamo!
02/06/2026
Una Graphic novel scritta da Igiaba Scego e illustrata da Chiara Abastanotti. Il volume (edito da Becco Giallo, Padova 2026) affronta il tema del colonialismo italiano attraverso le storie vere di due bambini strappati alla loro terra. Una storia vera di colonialismo, razzismo e rimozione.
Igiaba Scego e Chiara Abastanotti
𝙁𝙞𝙜𝙡𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖
𝘿𝙪𝙚 𝙫𝙞𝙩𝙚 𝙖𝙛𝙧𝙞𝙘𝙖𝙣𝙚 𝙧𝙖𝙥𝙞𝙩𝙚 𝙙𝙖𝙡 𝙘𝙤𝙡𝙤𝙣𝙞𝙖𝙡𝙞𝙨𝙢𝙤 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙤.
«Tukuba e Makunka sono i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri antenati. La loro storia è la nostra. Una storia che deve entrare a far parte della memoria pubblica italiana»
Igiaba Scego
Nel 1873 l’esploratore e botanico tedesco Georg August Schweinfurth invia alla società geografica italiana un telegramma di poche righe dove è annunciata la morte di Giovanni Miani, la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore finanziata dal governatore del Sudan Djafer Pascia e la presenza tra i beni lasciati da Miani di due “pigmei”.
La parola pigmeo, oggi fortemente dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori della foresta pluviale dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, eccitato dall’idea di poter vedere dal vivo, in carne e sangue, due persone di quei popoli. Ed è così che due bambini vengono di fatto deportati in Europa e violati nella loro intimità solo per essere osservati, classificati, analizzati.
Due bambini ribattezzati dallo stesso Miani Tibò e Kairalla, togliendo così loro anche il vero nome delle terre natie, Tukuba e Makunka.
Disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, strappati ai loro a affetti e alla loro foresta, costretti a viaggi estenuanti via mare e attraverso numerose città (Khartoum, Il Cairo, Alessandria, Napoli, Roma, Firenze, Rovigo, Verona), Tukuba e Makunka sono due simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano.
Di loro restano solo una manciata di foto, i resoconti scientifici delle violazioni corporee subite, i volti mai illuminati da un sorriso, i commenti razzisti dei vari scienziati che li hanno esaminati e da oggi 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗽𝗵𝗶𝗰 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.
29/05/2026
Da aprile a novembre 2025 all’IMA di Parigi si è tenuta la mostra “Trésors sauvés de Gaza. 5000 ans d’histoire” a partire dalle opere conservate al Musée d’art et d’histoire de Genève (MAH), diventato dal 2007 il museo-rifugio di una collezione archeologica di circa 529 opere appartenenti all’Autorità nazionale palestinese, che non hanno più potuto ritornare a Gaza: anfore, statuette, stele funerarie, lampade a olio, mosaici… che vanno dall’età del bronzo all’epoca ottomana, e che testimoniano una storia quanto mai complessa.
Ora 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟮 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, la 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗲𝗿𝘇 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼, in collaborazione con il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗘𝗴𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼, il 𝗠𝗔𝗛 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗻𝗲𝘃𝗿𝗮 (Musée d’art et d’histoire) presentano
𝙂𝘼𝙕𝘼, 𝙞𝙡 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙝𝙖 𝙪𝙣 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙖𝙣𝙩𝙞𝙘𝙤.
𝙈𝙖𝙩𝙚𝙧𝙞𝙚 𝙚 𝙢𝙚𝙢𝙤𝙧𝙞𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙈𝙚𝙙𝙞𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖𝙣𝙚𝙤
una 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 che, attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea, restituisce la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di commerci, culture e credenze, sottraendola a una lettura esclusivamente contingente e invita a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro.
Il progetto mette in relazione una selezione di circa ottanta reperti archeologici dal MAH – Musée d’art et d’histoire di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina e dal Museo Egizio di Torino – dall’età del bronzo al periodo ottomano – con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali Samaa Emad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akram Zaatari.
L’allestimento è integrato da una selezione di fotografie di Gaza concesse dall’archivio dell’UNRWA – Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale.
I reperti in mostra provenienti da Gaza sono una selezione dalla collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina, inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area.
La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche dalle persone che li hanno vissuti, celebrati, e identificati come parte della loro eredità culturale e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. In questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che, conflitti bellici e non solo, stanno causando in tutto il mondo.
Tra gli obiettivi della mostra GAZA, il futuro ha un cuore antico si evidenzia quello di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulla necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale minacciato dalla guerra e dall’oblio attraverso il dialogo tra reperti archeologici e opere d’arte contemporanea.
Il progetto inoltre propone un fitto calendario di appuntamenti – dagli incontri ai workshop, dalla performance alle presentazioni – dichiarando un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale, internazionale e cittadina, attenta e partecipe. Le istituzioni pubbliche e private coinvolte: Associazione Festival delle Colline, Fondazione Lac o Le Mon San Cesario di Lecce, Fondazione MeNo Palermo, Lettera 22, Libreria Trebisonda Torino, Museo Archeologico Castromediano Lecce, Museo d’arte orientale Torino, Museo Nazionale del Cinema Torino, Parco arte vivente Torino, Riwaq Center for architectural conservation, Sesamo, Salone Internazionele del Libro Torino, Società per gli studi sul Medio Oriente, Università per stranieri di Siena, Tedacà Torino.
https://www.fondazionemerz.org/gaza-il-futuro-ha-un-cuore-antico/
FONDAZIONE MERZ
via Limone 24
10141 Torino
phone +39 011 19719437
[email protected]
18/05/2026
Link per partecipare: https://meet.goto.com/324113949
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Sede Legale Via Petrella 7 (presso Maurizio Gusso)
Milan
20124