22/06/2026
🏛️ Ogni volta che dici "fabbrica" stai usando una parola antichissima.
Viene dal latino fabrica, il laboratorio del faber, l'artigiano romano 🪚 che lavorava materiali duri come il ferro, la pietra e il legno.
⏳ Un maestro del fare manuale, preciso, lento. Cicerone usava faber per indicare chi costruisce con le mani e con la testa insieme: homo faber, infatti, è l'uomo che trasforma la materia.
🏭 Con la rivoluzione industriale, fabrica cambia scala. Il laboratorio dell'artigiano diventa edificio. Il faber diventa operaio. La produzione si moltiplica, il ritmo accelera, il rapporto con la materia è diverso.
Ancora oggi, quando una fabbrica diventa museo, i macchinari si fermano e la memoria parla, torna a galla qualcosa del faber originario: l'idea che in quel luogo sia successo qualcosa che vale la pena conservare e ricordare con attenzione 👁️🗣️
📚 All'inizio era un laboratorio > poi un edificio industriale > oggi anche un archivio o un museo. La parola non è cambiata, è il tempo che le ha aggiunto strati.
21/06/2026
Pietro Ferrero non stava cercando di inventare nulla ma tentava di risolvere un problema ✖️❓
🍫 Siamo nel 1946. L'Italia è in ginocchio, le materie prime scarseggiano e il cacao è diventato un lusso. Ferrero, pasticcere ad Alba, decide di "allungarlo" con quello che ha a disposizione: le nocciole delle Langhe, economiche e abbondanti.
🌰 Il risultato si chiama Giandujot: un panetto di pasta di cioccolato e nocciole che i negozianti tagliavano a fette e vendevano avvolto nella carta stagnola. Non assomigliava a nessun altro dolce e la gente lo adorava.
🥵☕ Poi arrivò l'estate. Il Giandujot si scioglieva con il caldo e Ferrero lo riformulò in versione spalmabile: nacque così la Supercrema. Un difetto del prodotto era diventato il pretesto per farne uno nuovo. Nel 1964 arrivò il nome internazionale — Nutella, dall'inglese nut, nocciola — e il prodotto era pronto per il mondo.
❌➡️✅ Senza la crisi del cacao, Pietro Ferrero non avrebbe mai guardato alle nocciole delle Langhe e la nostra colazione sarebbe molto diversa.
💡 E tu conosci altri casi così? Scrivilo nei commenti, i prossimi episodi della rubrica potrebbero nascere proprio da una tua segnalazione!
16/06/2026
Nel 1923 la Ford T poteva trasformarsi in pochi minuti in una macchina da neve: ruote anteriori sostituite da due sci, e via ⛷️ Non era un caso: la Ford T era pensata per adattarsi alle esigenze di chiunque, ovunque, e si poteva ordinare con gli optional più disparati. La chiamavano infatti “auto universale”.
Al Museo Nicolis: Auto, Moto, Bici, Aerei E Oggettistica D'epoca di Verona ci sono duecento storie così.
👳🏻♂️✨ Quella dell'auto ordinata da un Maharaja indiano, che si riconosce da un dettaglio solo: il tachimetro è in miglia, non in chilometri. 🔋 Quella dell'elettrica dei primi del Novecento, silenziosa e maneggevole, stereotipicamente considerata "la macchina delle signore" perché non richiedeva l'autista come le complicate vetture a benzina dell'epoca.
Museimpresa ne ha raccolte alcune su Google Arts & Culture. Vale la pena leggerle: https://drive.google.com/file/d/1bwE60tAIdU6jiU1poJZLbmXSEZ8CLC5A/view?usp=sharing
15/06/2026
C'è una parola che a Salerno torna sempre: FARE 🛠️
📖 Lo scrisse Guido Piovene nel 1957, girovagando per l'Italia: “a Salerno i discorsi sono secchi, brevi, propri di persone attive”. Quasi settant'anni dopo, è ancora così.
⚙️ Una città che ha fatto e rifatto sé stessa — per secoli, strato dopo strato — senza mai cancellare quello che c'era prima. Una città che ha saputo chiamare il mondo a trasformare i suoi spazi, e che nel frattempo continuava a produrre, stampare, costruire.
📌 Museimpresa e Touring Club Italiano hanno tracciato un itinerario che segue proprio questo filo: l'energia operosa di Salerno, dalla pietra medievale fino all'inchiostro fresco di stampa.
Scopri il percorso completo qui:
👉
Salerno, officina d’arte urbana - Museimpresa
Dai longobardi alle archistar fino al museo diffuso Boccia, dove l'industria grafica diventa arte.
10/06/2026
La parola “brand” ha un’origine concreta e materiale 🏷️, molto distante dal significato che le attribuiamo oggi.
🐄 ✍🏻 Deriva dalla parola germanica brandaz, che significava “fuoco, fiamma, bruciatura” e indicava il marchio inciso a fuoco sul bestiame . Si trattava di un segno permanente, applicato per stabilire la proprietà e rendere immediatamente riconoscibile un animale.
Questo gesto, apparentemente semplice, conteneva già una funzione fondamentale: distinguere, identificare, rendere leggibile 🔎.
👀 Nel tempo, il significato si è evoluto. Il marchio ha smesso di essere solo un segno fisico per diventare un sistema più complesso, legato alla riconoscibilità, alla reputazione e al valore percepito di un prodotto o di un’azienda.
Oggi il brand non si imprime più sulla materia, ma continua a svolgere la stessa funzione originaria: creare distinzione e identità 🎯.
09/06/2026
⚽ Il Genoa Cricket and Football Club è il club calcistico più antico d'Italia. Fondato a Genova nel 1893 da un gruppo di residenti britannici, 🏆 porta con sé 9 titoli di Campione d'Italia e oltre 130 anni di storia che hanno lasciato un segno profondo nella città e nei suoi tifosi.
🏛️ Al Porto Antico di Genova, il Museo del Genoa trasforma questa memoria in esperienza: trofei, maglie storiche e installazioni multimediali raccontano ogni epoca del club a tifosi e visitatori di ogni età.
A custodire e valorizzare tutto questo c'è la Fondazione Genoa 1893 ETS, nata per promuovere un dialogo continuo tra sport, comunità e territorio e per trasmettere alle nuove generazioni i valori e l'identità del club.
🏟️👕 La memoria d'impresa non abita solo nelle fabbriche e negli archivi aziendali. A volte abita in uno stadio, in una maglia, nel nome di un club che una città porta con sé da oltre un secolo.
Benvenuti in Museimpresa, Fondazione Genoa 1893 ETS 🔴🔵
03/06/2026
📚 Gallica è una delle più grandi biblioteche digitali al mondo.
Creata dalla Bibliothèque nationale de France, mette gratuitamente online milioni di documenti digitalizzati tra libri, giornali, fotografie, mappe, manifesti, manoscritti, spartiti e riviste storiche.
🖥️ Uno dei suoi punti di forza è anche la fruibilità: l’interfaccia è intuitiva, ben organizzata e rende la consultazione semplice anche per chi non ha familiarità con archivi e biblioteche digitali.
Non solo uno strumento per studiosi, ma un viaggio virtuale nella cultura visiva e materiale europea. Sfogliando le sue collezioni si possono ritrovare pubblicità d’epoca, illustrazioni industriali, cataloghi commerciali e testimonianze che raccontano l’evoluzione della società, dei consumi e della comunicazione nel tempo.
✨ Una piattaforma preziosa per chi lavora con la memoria, la ricerca e il patrimonio culturale, ma anche per chi cerca ispirazione tra immagini, storie e documenti del passato.
Scoprila qui 👉 https://gallica.bnf.fr
02/06/2026
La nascita della Repubblica italiana è passata dalle piazze o dalle urne elettorali ma, in molti casi, anche dalle fabbriche 🏭
Nel secondo dopoguerra, mentre il Paese cercava di ricostruirsi dopo la caduta del fascismo, numerose industrie italiane diventarono luoghi di informazione, confronto e partecipazione civile.
🗞️ 💬 Attraverso giornali aziendali, bacheche e incontri organizzati nelle mense, nei cinema interni, nei piazzali e negli stabilimenti, migliaia di lavoratori entrarono in contatto con temi come il referendum, la Costituzione, i diritti e il significato stesso della cittadinanza democratica.
📣 La fabbrica, da luogo produttivo, si trasformava anche in uno spazio di discussione civica e sociale.
La Festa della Repubblica è anche memoria di questa Italia che, nel quotidiano, ha imparato a partecipare e immaginare il proprio futuro collettivo 🇮🇹
29/05/2026
La cultura d'impresa non si studia solo sui libri, si fa 📚
Ieri si è conclusa a Castellanza la terza edizione di A scuola d'impresa – L'Italia nei nostri musei e archivi d'impresa, il progetto in collaborazione con LIUC - Università Cattaneo e Archivio del Cinema Industriale e della Comunicazione d'Impresa che fa incontrare le scuole con i musei e gli archivi d'impresa.
🎯 1.700 studenti e studentesse di istituti secondari da tutta Italia hanno lavorato fianco a fianco con gli associati della rete Museimpresa non come visitatori, ma come protagonisti, ideando campagne di comunicazione, realizzando video sulla sicurezza sul lavoro, creando disegni per tessuti, scrivendo racconti ispirati a documenti d'archivio.
🏛️ I questionari di gradimento parlano chiaro: il momento più apprezzato è sempre l'esperienza diretta. Entrare in un archivio, toccare un documento, capire che dietro ogni azienda c'è una storia che vale la pena raccontare, è il valore aggiunto di questo percorso.
Ma il dialogo tra scuola e cultura d'impresa continua a crescere: la quarta edizione è già in partenza, con 50 associati pronti a salire a bordo! 🚀
Ringraziamo gli associati e gli istituti coinvolti: Aboca Museum, Archivio Storico Bracco, Archivio Storico Eni , Archivio Storico Gruppo Sella Insights , Archivio Storico Intesa Sanpaolo Banka BiH, Archivio Storico e Museo Birra Peroni, l'Archivio Storico OTO Melara, InFabbrica di Colombo Industrie Tessili, Fondazione Dalmine, Fondazione FILA Museum, Fondazione MAIRE - ETS, Kartell Museo, Museo FERRAGAMO, Museo Lavazza, Molteni&C Museum, Museo Orco e Poltrona Frau Museum. 🙏