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Trasforma la Professione in Passione. Cosmetech Academy fa decollare la tua carriera di professionista nella cosmetica.

Scopri come con i percorsi formativi e i programmi personalizzati ogni formula è un passo verso il tuo successo.

18/06/2026

Una formula reale. Ingrediente per ingrediente.
In questo Reel entriamo dentro la formula di un mascara base acquosa e analizziamo il ruolo di ogni
componente: due filmogeni sintetici con caratteri diversi, tre cere con punti di fusione e strutture
cristalline diverse, un pigmento all'11% che senza la giusta reologia non resta in sospensione, un olio
veicolante che determina come quel nero si distribuisce in modo uniforme sulle ciglia.
Ogni ingrediente ha un posto preciso nel sistema. Spostarne uno, cambiarne la percentuale, sbagliare
la fase di inserimento: bastano piccole variazioni per compromettere il comportamento dell'intera
formula.
Il cosa e il perché di ogni ingrediente sono tutti in questo Reel. Se vuoi andare più a fondo, la
procedura completa con le temperature, i parametri critici e tutti i dettagli tecnici la trovi su
Cosmetech Academy nella sezione formule.

17/06/2026

Hai mai guardato un tubetto di mascara e ti sei chiesta cosa c'è davvero dentro?
Non è una miscela casuale. Un mascara classico a base acquosa è costruito su tre fasi distinte,
ognuna con una funzione precisa e insostituibile.
La fase acquosa porta i filmogeni polimerici: quei polimeri che, una volta evaporata l'acqua sulle
ciglia, formano il film che tiene il colore al suo posto. La fase grassa porta le cere, gli emollienti e il
pigmento disperso in un olio veicolante. La fase fredda porta il conservante termolabile, che entra
nella formula solo quando l'emulsione si è raffreddata abbastanza.
Tre fasi. Una logica costruttiva precisa. Cambiare anche solo un ingrediente, o la sua percentuale,
cambia il comportamento dell'intera formula.
Domani entriamo dentro una formula reale, ingrediente per ingrediente

Photos from CosmeTech's post 16/06/2026

C'è un momento, subito dopo che applichi il mascara, in cui tutto si decide.
La fase acquosa evapora. I filmogeni polimerici iniziano a costruire la loro rete attorno a ogni pelo. Le
cere si solidificano. Il pigmento deve restare in sospensione uniforme, distribuito dallo scovolino alle
ciglia senza grumi, senza sedimentazione.
Se quel momento funziona, il mascara regge. Regge al sebo, al calore, alle lacrime, a una giornata
intera. Se qualcosa nella formula è sbagliato, comincia a cedere. Cola. Sfuma. Finisce sotto gli occhi
nel pomeriggio.
In questo carosello smonto la formula di un mascara base acquosa ingrediente per ingrediente. Ci
sono due filmogeni sintetici con caratteri diversi, tre cere con punti di fusione e strutture cristalline
diverse, un pigmento all'11% che senza la giusta reologia precipita sul fondo del tubetto.
Ogni componente ha un ruolo preciso e insostituibile. La formula non è una lista di ingredienti: è un
sistema in equilibrio.
Scorri fino all'ultima slide e guarda la formula completa

15/06/2026

Hai mai finito la giornata con il mascara sotto gli occhi invece che sulle ciglia?
Non è colpa del tuo sebo. Non è colpa del caldo. È colpa di un film che non si è mai formato come
doveva.
Quando un mascara viene formulato, non basta mettere insieme cere e pigmenti e sperare che
tengano. C'è un momento preciso, appena dopo l'applicazione sulle ciglia, in cui la fase acquosa
evapora e i filmogeni polimerici iniziano a costruire una struttura sottile, flessibile e aderente attorno a
ogni singolo pelo.
Quella struttura si chiama film cosmetico. Ed è il cuore tecnico di qualsiasi mascara che funziona
davvero.
Se i filmogeni sono scelti male, se le percentuali sono sbilanciate, se il rapporto tra acqua e solidi non
è calibrato con precisione, il film resta molle. Incompleto. E un film molle non trattiene nulla: non
trattiene le cere, non trattiene il pigmento, non trattiene la struttura costruita dalle cere durante il
processo di emulsione.
Cola. Sfuma. Finisce sotto gli occhi alle tre del pomeriggio.
Questa settimana su Cosmetech Academy entriamo dentro la costruzione del film cosmetico nel
mascara. Parliamo di filmogeni sintetici, PVP e VP/VA Copolymer, del loro ruolo nell'adesione e nella
resistenza allo sfregamento. Parliamo delle cere e di come ciascuna contribuisce in modo diverso alla
rigidità e al volume del film. Parliamo della sospensione del pigmento e di come la reologia
dell'emulsione determina se il nero resta uniforme o precipita.
È formulazione cosmetica applicata. È il tipo di conoscenza che fa la differenza tra un mascara che
funziona e uno che delude.
Appuntamento ogni giorno alle 18

12/06/2026

Siamo arrivati alla fine di una settimana che ha cambiato il modo in cui guardo un'emulsione.
Non perché abbiamo parlato di ingredienti nuovi o di molecole mai viste. Ma perché abbiamo spostato
la domanda nel posto giusto.
Non "cosa metti nella formula?" ma "dove arriva quello che metti?"
È una distinzione che sembra piccola sulla carta. Ed è enorme nella pratica. Perché puoi avere il lipide
più fisiologico del mondo in INCI, puoi scegliere ceramidi, colesterolo, acidi grassi nella proporzione
perfetta, e sprecare tutto se la struttura del veicolo non è progettata per portarli dentro la barriera.
Dentro. Non sopra.
Le emulsioni a cristalli liquidi non sono una moda formulativa. Non sono un claim da mettere in
etichetta. Sono una risposta strutturale a un problema strutturale: la pelle ha bisogno che i lipidi
arrivino negli spazi intercellulari, e serve un'architettura del veicolo che sappia farlo.
Questa settimana abbiamo visto cosa sono i cristalli liquidi, come si generano in situ, perché il
Glyceryl Stearate SE fa la differenza, e come si costruisce una base neutra su cui il professionista
lavora con i suoi attivi.
È tutto salvato nel profilo. Torna a leggerlo ogni volta che sei davanti a una formula. Vale ogni volta

11/06/2026

C'è una differenza che in molte formule passa inosservata. Glyceryl Stearate e Glyceryl Stearate SE
non sono la stessa cosa, e quella piccola sigla cambia tutto.
Il Glyceryl Stearate standard è un buon emulsionante. Forma una lamella, stabilizza l'emulsione. Ma la
struttura che produce è disorganizzata, amorfa. Non genera cristalli liquidi.
Il Glyceryl Stearate SE contiene una piccola quota di sodio e potassio stearato. Ed è questa quota che,
combinata con Cetearyl Alcohol e Stearic Acid in fase B, durante il raffreddamento dell'emulsione fa sì
che le molecole si auto-organizzino spontaneamente in una struttura lamellare ordinata. I cristalli
liquidi non li aggiungi. Li generi durante la produzione stessa.
Questa è la nostra Liquid Crystal Barrier Base. Una base neutra, zero attivi, pensata per il
professionista che ci costruisce sopra il suo protocollo. Ceramidi, peptidi, acidi grassi fisiologici: tutto
può entrare su questa struttura.
Su Cosmetech Academy ogni giorno alle 18 c'è qualcosa che vale la pena sapere. Seguimi, metti mi
piace e salva: i contenuti che trovi qui tornano utili ogni volta che formuli.

Photos from CosmeTech's post 09/06/2026

Scorri questo carosello fino in fondo. Perché nell'ultima slide c'è qualcosa di concreto che puoi
portare subito nel tuo lavoro.
La barriera cutanea compromessa nel 2026 non è un caso clinico raro. È la norma. Over-esfoliazione,
stress ambientale, invecchiamento precoce: i gap intercellulari si allargano, il cemento lipidico si
deteriora, la pelle diventa permeabile a ciò che dovrebbe escludere e impermeabile a ciò che
dovrebbe assorbire.
Le formule classiche in questo scenario non bastano. Non perché gli ingredienti siano sbagliati. Ma
perché la struttura dell'emulsione non è progettata per portarli dove servono davvero.
Le emulsioni a cristalli liquidi rappresentano un cambio di paradigma formulativo. Non una moda. Non
un claim di marketing. Una conseguenza fisica e chimica precisa: strutture molecolari ordinate che
mimano la geometria lipidica della pelle, scorrono negli spazi intercellulari e rilasciano i lipidi
esattamente dove la barriera è più fragile.
I dati clinici 2026 parlano di un aumento del 40% nella ritenzione idrica a lungo termine rispetto alle
formule standard. L'effetto sulla pelle è quello che i professionisti riconoscono immediatamente:
leggerezza, compattezza, assenza di residuo grasso. Non perché sia una crema leggera. Perché lavora
dentro, non sopra.
Nell'ultima slide trovi la Liquid Crystal Barrier Base sviluppata in Cosmetech Academy. Una base
neutra, senza attivi, che genera cristalli liquidi in situ durante la produzione grazie al sistema Glyceryl
Stearate SE combinato con Cetearyl Alcohol e Stearic Acid. Su questa base il professionista
costruisce il suo protocollo personalizzato.
Studiala. Testala. E poi dimmi cosa ne pensi nei commenti.

08/06/2026

C'è una domanda che mi faccio spesso quando valuto una formula.
Non "cosa contiene?" ma "dove arriva quello che contiene?"
Perché puoi avere l'ingrediente più potente del mondo in etichetta, ma se la struttura dell'emulsione
non è progettata per portarlo dove serve, rimane lì. Sulla superficie. Inutile.
Le strutture lamellari tradizionali hanno dominato la formulazione cosmetica per decenni. E
funzionano, in un certo senso. Formano uno strato, trattengono l'acqua, danno sensazione di
idratazione immediata.
Ma la pelle non ha bisogno solo di essere coperta. Ha bisogno di essere rifornita. Nei gap intercellulari,
negli spazi tra i corneociti, dove il cemento lipidico si deteriora per eccesso di esfoliazione, stress
ambientale, invecchiamento.
Le emulsioni a cristalli liquidi lavorano diversamente. Si organizzano in droplet ordinati che mimano
l'architettura molecolare dello strato corneo. Scorrono. Penetrano. Depositano i lipidi con precisione
chirurgica.
Questa settimana su Cosmetech Academy parliamo proprio di questo. Di struttura. Di biomimetica. Di
quello che succede dentro una crema quando è formulata davvero bene.
Seguimi. Questa è la settimana giusta per capire qualcosa che cambierà il modo in cui guardi un INCI.

05/06/2026

Questa settimana abbiamo preso una formula apparentemente semplice e l'abbiamo smontata pezzo
per pezzo.
La molecola anfifilica con la sua doppia natura. La CMC come parametro che separa una formula
efficace da una soluzione acquosa con un'etichetta sopra. Il meccanismo di incapsulamento lipofilo.
Il razionale dietro ogni fase, ogni concentrazione, ogni ingrediente. Una lavorazione a freddo che non è
una semplificazione, ma una scelta consapevole.
L'acqua micellare non è un prodotto banale. È una formula che funziona solo se chi la costruisce
conosce i parametri che la governano. E adesso li conosci.
Salva il carosello se non l'hai ancora fatto. Riguarda i Reel. Perché questo tipo di sapere non si
acquisisce con una lettura veloce, si consolida con la ripetizione e con la pratica.
La prossima settimana si ricomincia. Un altro ingrediente, un'altra formula, un altro ragionamento

04/06/2026

Una formula di acqua micellare spiegata come si deve: ingrediente per ingrediente, scelta per scelta.
Non una lettura dell'INCI. Un ragionamento ad alta voce da formulatrice. Perché dietro ogni fase c'è
una logica precisa che fa la differenza tra un prodotto che funziona e uno che esiste solo sulla carta.
La chicca che in pochi conoscono: il polysorbate 20 ha una CMC tra le più basse dei tensioattivi non
ionici, zero virgola zero cinque millimolari. Significa che a 0,50% siamo già ampiamente oltre la soglia
micellare, con quantità minime che non compromettono la tollerabilità e non lasciano residuo
filmogeno sulla pelle. Il chelante in fase A sequestra i metalli pesanti dell'acqua e ottimizza l'attività
del conservante. I tensioattivi in sinergia abbassano ulteriormente la CMC della miscela. Lavorazione
interamente a freddo: nessun riscaldamento, semplice incorporazione per agitazione.
Una formula semplice. Ma solo se sai cosa stai guardando.

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