17/06/2026
✨ UNA BREVE LETTURA “AT” DELLA STORIA DI LUCIA ✨
La storia di Lucia mostra ciò che accade quando, in famiglia, un bambino riceve attenzioni solo se si comporta secondo rigide aspettative genitoriali: se è utile, impeccabile, se non crea problemi. 🧩
Per ottenere un minimo di riconoscimento dalla madre, Lucia doveva essere perfetta, servizievole e invisibile. 🌫️
Questo messaggio ripetuto nel tempo diventa ciò che in Analisi Transazionale chiamiamo spinta “Sii perfetta”: un comando interno che porta la persona a non concedersi errori, pause o bisogni. ⚙️
Lucia cresce così con un Copione in cui essere forte, capace e autosufficiente è l’unico modo per sentirsi al sicuro e avere approvazione. 💼
E anche da adulta, quando nessuno le chiede più nulla, quella voce interiore continua a giudicarla.
È la voce del Genitore interiorizzato, che ripete regole antiche anche quando non servono più. 🔁
Il senso di colpa che prova quando si ferma è il segno di un adattamento precoce, costruito per sopravvivere in un ambiente dove i suoi bisogni non avevano spazio. 🧠💔
Il lavoro terapeutico consiste nel riconoscere quella voce, comprenderne l’origine e dare finalmente diritto di esistere alla parte di sé che non deve essere perfetta per meritare cura. 🌱
Perché la crescita personale significa anche questo:
imparare a capire e a scegliere chi vogliamo essere, oltre ciò che abbiamo dovuto essere. ✨
15/06/2026
🍂In autunno tornano gli eventi del Centro Berne! ⭕⭕⭕
😀Ecco il primo:
💼Dal SABOTAGGIO al FLOW: l’Analisi Transazionale nella prestazione sportiva
🗓️ Giovedì 24 settembre 2026, ore 18.30-20.30
📍Centro Berne, piazza Vesuvio 19 - Milano
🎤 Conducono: Benedetta Ammassari e Carlo Luigi Lanfranconi
🎫 Mini workshop gratuito con obbligo di prenotazione
🔗 Altre info e iscrizione: https://www.berne.it/event/dal-sabotaggio-al-flow-lanalisi-transazionale-nella-prestazione-sportiva/
👥DESTINATARI:
aperto a tutti, in particolare: sportivi, allenatori, studenti della scuola clinica, tirocinanti, studenti di psicologia, professionisti del settore sportivo.
🗨️DI COSA PARLEREMO:
Stati dell’IO e prestazione sportiva da un punto di vista teorico e pratico.
👉IL TEMA DELL’INCONTRO:
Osservare ed analizzare dinamiche sportive attraverso gli occhi dell’AT soffermandoci in particolare sullo strumento degli Stati dell’IO.
🎯L’OBIETTIVO:
Il mini-workshop si pone l’obiettivo di sensibilizzare su temi che si sono resi evidenti durante lo svolgimento delle olimpiadi invernali, legati a reazioni emotive emerse in contesti di successo e di fallimento, al fine di costruire dei “buoni strumenti” di lettura da un punto di vista cognitivo, emotivo e comportamentale nell’ambito delle prestazioni sportive.
14/06/2026
Quando pensiamo alla crescita personale, spesso immaginiamo qualcosa da aggiungere: più competenze, più forza, più sicurezza.
La scultura del marmo 🗿 ci racconta un’altra verità: a volte cresciamo quando iniziamo a togliere.
Ogni colpo di scalpello 🔨 è una scelta: questo resta, questo va.
Allo stesso modo, nella nostra vita psicologica, il processo di diventare “noi stessi” passa spesso attraverso il lasciare andare: ruoli che non ci appartengono più, aspettative eccessive, abitudini che ci appesantiscono 🎒.
Per farlo servono almeno tre doti fondamentali:
Immaginazione ✨
La scultura esiste prima nella mente dello scultore che nel blocco di marmo.
Ogni cambiamento nasce da una visione interna: l’idea, anche vaga, di chi vogliamo diventare.
Senza immaginazione, togliere fa paura, perché non sappiamo cosa verrà dopo.
Fatica 💪
Ogni colpo richiede energia, concentrazione, presenza.
Rinunciare al superfluo è faticoso: significa affrontare resistenze e tollerare il disagio del cambiamento.
La fatica non è un errore: è il prezzo emotivo dell’autenticità.
Perseveranza 🌀
Una scultura non nasce in un giorno.
Ci sono momenti in cui il marmo sembra non cambiare, in cui il risultato non si vede ancora.
È lì che serve fiducia nel processo e nella visione iniziale.
Lo scultore non aggiunge materiale per dare vita alla sua figura: la libera del superfluo.
Nel lavoro interiore, come nella scultura, ogni sottrazione è un atto di chiarezza: ciò che resta è la forma autentica 🌿.
Se questo tema ti risuona, fermati un momento davanti al tuo “blocco di marmo” ⛰️.
Chiediti: “Quale parte di me sto ancora trattenendo, anche se non appartiene più alla forma che voglio liberare?”
E se vuoi, condividi nei commenti il tuo “colpo di scalpello” di oggi ✨
12/06/2026
Circola il preconcetto che l'AT sia una teoria per certi versi semplicistica.
Ma ciò che appare semplice non è riduttivo: è un modo rigoroso di rendere leggibili processi complessi, così da poterli riconoscere e trasformare 🔍✨.
È una teoria che non si limita a spiegare: abilita, perché restituisce alla persona la possibilità di orientarsi da sola dentro la propria complessità 🌱🧭.
I suoi concetti hanno nomi quotidiani, immediati, quasi innocui. Le sue rappresentazioni grafiche sono semplici e immediate.
Ma è proprio da qui che nasce l’equivoco ⚡️.
La semplicità dell’AT non è banalizzazione: è chiarificazione 💡.
Chiarificazione di processi profondi in parole che permettono di riconoscerli senza perdersi nel gergo tecnico.
Perché quando un modello psicologico diventa comprensibile, diventa anche utilizzabile.
Questo era infatti l’intento originale di Eric Berne 📘.
Dietro termini che sembrano leggeri — come Spinte, Ingiunzioni, Carezze o Giochi Psicologici — si muovono strutture che orientano scelte, relazioni, conflitti, adattamenti 🔄.
La loro forza sta nel fatto che non restano concetti astratti: diventano strumenti per leggere ciò che accade davvero nella vita quotidiana 🧩.
L’AT non semplifica la complessità umana: la rende accessibile, così che la persona possa riconoscere i propri schemi comportamentali e iniziare a trasformarli 🌿.
🚀 IL PERCORSO “AT‑TIVIAMOCI”
Se vuoi scoprire come questi concetti funzionano nella pratica — e perché la loro apparente semplicità è in realtà una porta d’ingresso alla consapevolezza — il percorso “AT‑tiviamoci” è pensato proprio per questo 💬✨.
Sette incontri mensili online per entrare nel cuore dell’Analisi Transazionale con un linguaggio chiaro, rigoroso e trasformativo.
Il percorso inizierà a settembre, ma le date non sono ancora disponibili 📅.
Se sei interessato, compila il form al link qui sotto: ti invieremo date e programma appena pronti! 📨
👉 https://www.berne.it/at-tiviamoci/
10/06/2026
LA SCENA 🎒✨
Luca entra in casa con il passo un po’ più veloce del solito.
Tiene lo zaino ancora sulle spalle, come se non avesse avuto il tempo — o la voglia — di posarlo.
Ha in mano un foglio spiegazzato, ma gli occhi brillano: quel tipo di luce che hanno i bambini quando sentono di aver fatto qualcosa di importante. ✨
«Papà, guarda… ho preso nove.»
Il padre solleva lo sguardo dal tavolo. Una pausa breve, quasi impercettibile.
Poi dice:
«Hai solo fatto il tuo dovere.»
La luce negli occhi di Luca si affievolisce. 💧
COSA SUCCEDE DENTRO LUCA 💭💔
In quel momento, Luca non sta solo mostrando un voto.
Sta mostrando se stesso: l’impegno, la fatica, la speranza di essere visto. 🌱
Quando la risposta è un messaggio come “hai solo fatto il tuo dovere”, qualcosa dentro di lui si muove.
In Analisi Transazionale, è il Bambino Adattato di Luca che reagisce al Messaggio Genitoriale del padre: un messaggio antico che non riguarda il voto, ma il modo in cui si deve essere per sentirsi “a posto”.
Luca sente qualcosa come:
«Devo impegnarmi ancora di più per essere visto.»
Oppure:
«Non è il momento di essere contento.»
È un movimento di adattamento: il Bambino che si conforma al messaggio del Genitore, mettendo da parte la propria spontaneità e la propria gioia. 🌧️
COSA SUCCEDE DENTRO IL PADRE 👤🕰️
Il padre non è mosso da cattive intenzioni e non intende nemmeno ferire Luca.
Sta solo ripetendo un messaggio che, probabilmente, ha ricevuto a sua volta.
Forse nella sua storia, la tenerezza era vista come debolezza.
Forse il riconoscimento era raro, centellinato, “per non montarsi la testa”.
Forse nessuno gli ha mai detto: “Sono fiero di te.”
E così, senza volerlo, passa avanti lo stesso copione. 🔄
COSA AVREBBE BISOGNO DI SENTIRE LUCA 🤝💛
Servirebbe semplicemente riconoscimento: quello che in AT chiamiamo “Carezze”, nutrimento psicologico che dice “ti vedo”.
«Bravo, si vede che hai lavorato.»
Oppure:
«Devi essere contento.»
O anche solo:
«Raccontami com’è andata.»
Sono frasi semplici, ma aprono spazio.
Spazio per la gioia. ✨
Spazio per la relazione. 🤍
Spazio per costruire un’idea di sé che non dipende solo dal risultato. 🌿
IL COPIONE DI VITA 📘🌱
Un voto è solo un numero.
Ma il modo in cui l’adulto guarda quel bambino diventa un’esperienza interna, qualcosa che si sedimenta e prende forma.
E quelle esperienze — ripetute, coerenti, quotidiane — sono ciò che il bambino trasforma in copione:
la storia che impara a raccontarsi su di sé, sugli altri e sul mondo.
08/06/2026
Ah, se fosse possibile avere davvero delle carte da giocare in ogni situazione! 🃏
Carte da buttare sul tavolo con un gesto deciso, quasi liberatorio ✋💨.
Ma con la tranquillità interiore di chi ha finalmente capito da che parte stare: la propria. 🌿
Immagina di averle in tasca. 👖
Immagina quel momento in cui qualcuno ti chiede ancora una volta di essere disponibile, accomodante, presente oltre il sostenibile… 😮💨
e tu, invece di sorridere per educazione, peschi la carta giusta. 🎯
La carta del “Ho già dato” che chiude il rubinetto delle energie sprecate. 🚫💧
La carta del “Non è una priorità” che protegge ciò che conta davvero. 🛡️💛
La carta del “Mi prendo spazio” che apre una porta interna e ti fa finalmente respirare. 🚪✨
Giocare le tue carte è il modo più semplice, e più coraggioso, per ricordarti che la tua vita non è un favore da concedere, ma un territorio da abitare. 🌱🏡
Quali sarebbero le carte che, se solo trovassi il coraggio, metteresti finalmente sul tavolo nella tua personale partita con la vita? 🎲
Faccelo sapere nei commenti! 💬👇
07/06/2026
Quando sono entrato in studio oggi, il terapeuta mi ha guardato per un secondo più del solito.
Io ho fatto quello che faccio sempre: ho sorriso 🙂
Quel sorriso che ormai mi viene automatico, come una password per attraversare il mondo senza dare fastidio.
«Come va?» mi ha chiesto.
«Bene» ho risposto.
E mentre lo dicevo, ho sentito quella f***a familiare, come se stessi tirando su un peso che non ho più la forza di sollevare ⚖️
Lui ha appoggiato la penna.
«Sai… a volte la parte più stancante non è ciò che viviamo, ma ciò che cerchiamo di mostrare agli altri.»
Mi sono irrigidito.
«Intendi il fatto che sorrido sempre?»
«Intendo il fatto che ti senti obbligato a farlo.»
È rimasto in silenzio, lasciandomi spazio.
E lì mi è uscita una frase che non avevo mai detto ad alta voce:
«Non voglio che gli altri si preoccupino. Non voglio essere un peso.» 🧩
Lui ha annuito.
«Questo si chiama sforzo di adattamento: quando cerchiamo di essere ciò che pensiamo sia più accettabile, più facile da gestire per gli altri. Ma ogni volta che nascondi ciò che provi, consumi energia. È come tenere in tensione un muscolo tutto il giorno.» 💭
Mi sono accorto che respiravo corto.
«Quindi non è che sono debole?»
«No. È che sei umano. E stai pagando il prezzo di una forza che non ti concede mai tregua.»
Mi ha guardato con quella calma che non giudica.
«La domanda non è: “Perché non riesco a essere forte sempre?”.
La domanda è: “Perché penso di doverlo essere?”.»
Ho sentito qualcosa sciogliersi.
Come se finalmente qualcuno avesse visto la crepa sotto il mio sorriso.
E invece di chiedermi di coprirla meglio, mi avesse invitato a guardarla insieme ✨
«Possiamo partire da qui» ha detto.
«Dal permetterti di non recitare. Dal lasciare che, almeno in questo spazio, tu possa essere vero.»
E per la prima volta da tanto tempo, ho annuito senza sorridere.
Ed è stato un sollievo 🤍
05/06/2026
George Bernard Shaw è stato un drammaturgo, critico e pensatore irlandese 🇮🇪, nato nel 1856 e considerato uno degli autori più influenti del Novecento ✍️, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925 🏆.
Le sue opere esplorano temi come responsabilità personale, cambiamento sociale e potere dell’azione umana 🔍, elementi che rendono le sue citazioni particolarmente affini al lavoro psicologico 🧠.
La citazione di Shaw descrive un processo che, in psicoterapia, osserviamo spesso: il passaggio da un adattamento passivo 😔 a una progressiva riappropriazione della capacità di influenzare il contesto 💡.
In Analisi Transazionale questo movimento coincide con la riduzione delle svalutazioni, quei meccanismi attraverso cui la persona minimizza risorse, alternative e possibilità di incidere sulla realtà.
Molti pazienti arrivano in terapia con convinzioni apprese precocemente 🧩: “Non posso cambiare”, “Non dipende da me”, “Le condizioni non sono favorevoli”.
Questi messaggi, spesso inconsapevoli, mantengono la persona in una posizione di impotenza appresa 🚫, dove il comportamento è più reazione che scelta.
Il lavoro clinico consiste nel rendere visibili tali svalutazioni 👀, esplorarne l’origine e favorire un progressivo recupero delle funzioni dell’Adulto, la parte capace di valutare la realtà in modo accurato e aggiornato.
È qui che la persona può distinguere ciò che non può modificare da ciò su cui può intervenire davvero 🔄, trasformando il proprio atteggiamento verso il cambiamento.
La psicoterapia diventa così un contesto protetto 🤝 in cui sperimentare nuove modalità relazionali e decisionali, fino a rendere possibile ciò che prima sembrava irraggiungibile ✨.
Non perché il mondo cambi, ma perché cambia il modo in cui la persona si percepisce nel mondo 🌍.
03/06/2026
Parlare dei motivi che portano le persone in terapia è importante perché ci aiuta a normalizzare qualcosa che, per molti, è ancora avvolto da silenzi e mezze parole 🤍.
Ogni volta che nominiamo un tema — un’emozione che pesa 😔, una relazione che fa male 💔, un periodo in cui ci si sente persi 🌫️ — stiamo anche facendo un gesto di chiarezza: stiamo dicendo che ciò che viviamo ha un senso, una forma, una dignità.
Raccontare perché si arriva in terapia non serve a etichettare, ma ad aprire possibilità 🌱.
Mostra che dietro ogni percorso c’è una storia; un bisogno, un movimento verso sé ✨.
In seduta arrivano storie, tentativi, parti di sé che chiedono spazio 🧩, desideri che non hanno ancora trovato voce 🌟.
Arriva la vita, con le sue contraddizioni e le sue ripetizioni 🔄, con le sue domande sospese e le sue possibilità ancora aperte.
Questo carosello raccoglie alcuni dei temi che incontriamo più spesso: emozioni intense, difficoltà relazionali, ansia e ipercontrollo, perdita di energia, identità, schemi che si ripetono, eventi traumatici, desiderio di crescere 🌿.
Se ti va, nei commenti puoi aggiungere un tema che secondo te merita spazio: a volte leggere le parole degli altri ci aiuta a riconoscere anche le nostre 🤝.
01/06/2026
Sara ha passato anni a indossare il mantello. 🦸♀️
Credeva che la sua forza fosse nel risolvere, nel proteggere, nel farsi carico. 💪
Ma la sua forza era solo apparente. In realtà tutto questo la faceva sentire stanca. Troppo stanca. E anche infelice.
Con la psicoterapia e l'aiuto dell'Analisi Transazionale, Sara ha gradualmente messo a n**o le dinamiche in cui era intrappolata e ha deciso che non sarebbe più rimasta nel ruolo della "Salvatrice".
Ha compreso una cosa fondamentale: l’importanza di lasciare agli altri la responsabilità delle proprie scelte e di orientare le proprie verso bisogni che le appartenevano davvero e che non avevano mai avuto voce. 🌱
Sara oggi non ha ancora buttato via il costume da supereroina, ma lo mette sempre meno.🗑️
Ha un bagaglio di nuove consapevolezze e in quelle consapevolezze trova finalmente spazio per sé. 💛