Hai un DSA? Il PDP è un tuo diritto.
Mappe, tempo in più, computer e altri strumenti non sono favori: sono previsti dalla legge.
E il PDP non serve solo per il DSA, può aiutare anche chi vive altre difficoltà scolastiche o personali.
Non è un vantaggio, è inclusione.
💛 Il PDP esiste. Va usato.
associazione ipertesto
formazione operatori sanitari, operatori scolastici autorizzato a rilasciare crediti ecm e riconosciuto da miur piattaforma sofia in presenza e fad
L’Associazione Ipertesto è da anni impegnata su diversi fronti:
Informazione e formazione sugli ausili tecnologici per la comunicazione e per la didattica
Promozione e organizzazione di eventi di aggiornamento nel campo sanitario con crediti e.c.m,
Percorsi didattici mirati all’uso delle nuove tecnologie inclusive. Costruzione di una ausilioteca didattica. Diffusione e promozione per un corretto a
🧠 Mente & Meraviglia — Episodio 09
Esiste un fenomeno che in psicologia clinica si chiama diagnosi prevalente: quando una condizione già nota e visibile, cattura tutta l’attenzione, e quello che emerge dopo viene dato per scontato, ricondotto alla diagnosi che già conosciamo.
Ma non è sempre così semplice.
Quando una persona sviluppa nuovi comportamenti, quei comportamenti sono informazione. Possono essere l’indicatore di qualcosa che va controllato, approfondito, compreso, una condizione di demenza, una risposta emotiva, un bisogno che non riesce ad esprimersi in altro modo.
La strategia giusta non parte dalla diagnosi, parte dalla persona, dal suo profilo, dalla sua storia, da come cambia nel tempo.
Personalizzare l’intervento non è un optional, è il punto da cui tutto deve cominciare. 💜
15/06/2026
Scorri le slide, trovi i problemi e le soluzioni reali di chi vive il DSA a scuola ogni giorno.
Lo sapevi che ogni studente con DSA ha diritto a un PDP?
Il Piano Didattico Personalizzato è un documento obbligatorio per legge (L. 170/2010) che la scuola deve redigere per ogni studente con Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Non è un favore, non è un’eccezione: è un diritto.
Il PDP contiene gli strumenti compensativi che aiutano lo studente; come mappe concettuali, tempi aggiuntivi, uso del computer e le misure dispensative, cioè le attività da cui può essere esentato, come la lettura ad alta voce o la copiatura dalla lavagna.
Eppure, troppo spesso, questo documento esiste solo sulla carta. Viene firmato, archiviato, e dimenticato in un cassetto. E lo studente si ritrova solo, a chiedersi: “Ma dov’è il mio PDP?”
La scuola inclusiva non si costruisce con le buone intenzioni, si costruisce applicando i diritti ogni giorno, in ogni classe.
Il PDP funziona quando diventa un impegno condiviso: la scuola lo applica in classe, e la famiglia lo sostiene a casa, tenendo i contatti con i docenti, verificando che gli strumenti vengano usati e supportando il ragazzo nel percorso.
La scuola inclusiva parte dalla collaborazione di tutti. 💙
C’è una competenza che non si misura in voti — si misura in sguardi che tornano a brillare.
Ipertesto nasce da questa consapevolezza: che ogni professionista dell’educazione, della logopedia, della psicologia ha qualcosa di prezioso da mettere in campo. E che le persone che accompagna meritano il meglio.
Formazione, supporto, strumenti concreti — per chi lavora ogni giorno a fianco di chi ha bisogno di essere visto davvero.
Se vuoi fare la differenza, sei nel posto giusto. 💚
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11/06/2026
La CAA non vive solo in seduta. Vive a casa, a tavola, durante il bagno, prima di dormire.
Le routine quotidiane sono il contesto più potente per il modeling, momenti prevedibili, ripetuti, carichi di significato emotivo. È proprio lì che la comunicazione attecchisce davvero.
In questa sesta sezione della nostra guida sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa parliamo di come portare il sistema di comunicazione dentro la vita di tutti i giorni: non come esercizio, non come compito, ma come modo naturale di stare insieme.
Perché la comunicazione non è una disciplina scolastica. È una relazione. 💚
Salva questo carosello 🔖 e condividilo con le famiglie che ogni giorno fanno la differenza, dentro e fuori casa.
🧠 Mente & Meraviglia — Episodio 08
L’autismo non è solo una questione dell’infanzia o dell’adolescenza. Esiste anche l’adulto autistico, l’anziano autistico, e di loro si parla ancora troppo poco.
Cosa succede al cervello autistico quando invecchia? Quando cambiano le routine costruite in anni, quando l’ambiente non viene più percepito allo stesso modo, quando il sistema neurologico incontra la degenerazione legata all’età?
La Dott.ssa ci accompagna in questo episodio a guardare un pezzo di realtà che spesso rimane invisibile.
Perché riconoscere l’autismo in tarda età non è un dettaglio, è una questione di cura. 💜
Un bambino vede qualcuno in difficoltà. Non aspetta, non chiede il permesso: aiuta e basta.
Non è stato educato a farlo, non si aspetta un premio. Lo fa perché il cervello umano, fin dai primissimi mesi di vita, è programmato per connettersi agli altri.
È quello che le neuroscienze chiamano altruismo spontaneo: i neuroni specchio si attivano, il bambino percepisce il bisogno dell’altro come proprio, e risponde. In modo naturale, immediato, autentico.
Questa capacità di connessione è il fondamento di ogni forma di comunicazione e quando accompagniamo bambini e ragazzi con bisogni comunicativi diversi, partiamo esattamente da qui, da quella scintilla che è già presente, che non va insegnata, ma protetta e nutrita.
I bambini nascono già connessi. Il nostro compito è non spegnerlo. 💙
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