17/06/2026
I concerti di Travis Scott e Kanye West a Reggio Emilia avrebbero potuto essere tra gli eventi musicali più attesi dell’estate italiana. Ma qualcosa, nella macchina organizzativa, si è inceppato.
Fin dall’inizio sono, infatti, emerse diverse fragilità, dalla gestione poco chiara delle prevendite alle difficoltà nel dare forma a un evento di queste dimensioni.
A complicare il quadro sono arrivate anche le pressioni politiche legate alla presenza di Kanye West, dopo le sue dichiarazioni antisemite. Un elemento che accende ulteriormente l’attenzione sull’evento, ma che non basta a spiegare da solo l’annullamento.
Comune e Provincia avevano chiesto chiarimenti sui piani di sicurezza e sulla logistica, senza ricevere risposte adeguate. Il punto centrale, più che artistico o politico, diventa quindi produttivo: organizzare due serate da 100.000 persone non significa solo annunciare una lineup. Significa costruire una macchina capace di reggerla.
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10/06/2026
Quando ci troviamo davanti a un’opera di Michelangelo o Caravaggio, difficilmente pensiamo: “Lo potevo fare anch’io”, perché la maestria tecnica è indiscutibile.
Con l’arte contemporanea, invece, il rapporto si complica. Questo accade perché siamo abituati ad associare il valore artistico allo sforzo tecnico. Ma nell’arte contemporanea il centro si sposta: l’opera non è più solo un fine, ma un mezzo per esprimere un’intuizione concettuale.
Il valore, quindi, non sta necessariamente nel fare, ma nel pensare. Nel gesto, nella scelta, nella capacità di spostare lo sguardo e rimettere in discussione il concetto stesso di arte.
È per questo che l’arte contemporanea può sembrarci eccitante, ma anche imprevedibile: perché accade nel nostro tempo, mentre il nostro tempo prova ancora a capirsi.
Per orientarsi in una materia così viva servono coordinate precise.
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07/06/2026
Perché certe parole non ci fanno più effetto?
Succede quando iniziano a comparire ovunque: sui menù, sulle etichette, nelle descrizioni dei prodotti, nei racconti dei territori. Parole come “autentico”, “territoriale”, “sostenibile”, “esperienziale” o “tradizionale” nascono per aggiungere significato, ma se vengono usate troppo spesso finiscono per perderlo.
Una ricerca citata dal The Guardian, condotta su oltre 27.000 prodotti confezionati, ha rilevato che quasi 4 prodotti su 10 riportavano claim ambientali come “naturale” o “sostenibile”, spesso auto-dichiarati e non verificati in modo indipendente.
In comunicazione questo fenomeno prende il nome di message fatigue: quando siamo esposti troppo a lungo a messaggi simili, prima smettiamo di notarli, poi iniziamo a respingerli. Per chi scrive di enogastronomia è un problema molto concreto: se una parola diventa prevedibile, chi legge la attraversa senza più fermarsi.
Anche perché i consumatori, dopo anni di esposizione a questo vocabolario, sono diventati più attenti. E soprattutto più esigenti.
Per questo oggi raccontare il cibo, il vino e il territorio significa costruire universi credibili, capaci di restituire complessità senza ridurla a uno slogan.
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02/06/2026
Ottima notizia: Treccani Accademia non vede l'ora di dividere questa parte con voi.
27/05/2026
A marzo Reuters ha pubblicato un’inchiesta che avrebbe svelato l’identità di Banksy, riaprendo una domanda che accompagna il suo lavoro da anni: abbiamo davvero bisogno di sapere chi sia?
Nel caso di Banksy, l’anonimato non è solo un dettaglio biografico. È parte del dispositivo artistico: costruisce attesa, alimenta il dubbio, sposta l’attenzione dall’autore all’azione, dall’oggetto alla sua apparizione.
Ed è proprio qui che il caso Banksy diventa interessante per capire l’arte contemporanea. Perché spesso l’opera non coincide soltanto con ciò che vediamo, ma comprende anche le condizioni in cui nasce, il modo in cui viene raccontata, il sistema che la riconosce, le reazioni che produce.
Non sapere chi sia, dove comparirà, se un intervento sia davvero suo o quando arriverà la conferma fa a tutti gli effetti parte della sua opera quanto l'oggetto stesso.
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22/05/2026
Oggi, nella Giornata mondiale della biodiversità, vale la pena ricordare che la biodiversità non riguarda solo ecosistemi, specie e territori, ma anche il modo in cui scegliamo cosa comprare.
Secondo un recente studio, il 71% delle persone intervistate sarebbe disposto a cercare etichette specifiche e a preferire prodotti realizzati con pratiche attente alla biodiversità. Il 64% sarebbe anche disposto a pagare un po’ di più per alimenti la cui produzione non danneggia la biodiversità.
Lo studio mostra però un aspetto importante: i consumatori cercano informazioni affidabili, meglio se verificate da soggetti indipendenti, perché spesso percepiscono la comunicazione aziendale come pubblicità.
La biodiversità è solo un esempio. Nel racconto enogastronomico, molte parole influenzano il modo in cui percepiamo un prodotto, un luogo o un’esperienza: cibo, narrazione, terroir, ospitalità, sostenibilità.
Proprio per questo devono essere usate con precisione.
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20/05/2026
Capire come si lavora nella cultura non è sempre semplice come immaginare il lavoro dei propri sogni. All’inizio la direzione sembra chiara: si parte da una passione, poi, avvicinandosi al settore, il quadro diventa più complesso.
Lavorare nella cultura significa muoversi dentro un ecosistema fatto di istituzioni, imprese, nuovi format, concept, budget e comunicazione. Un mondo in cui esistono ruoli che, da fuori, spesso non sappiamo nemmeno nominare.
A rendere tutto meno lineare c’è anche un dato: secondo un’analisi sui microdati Istat 2025, in Italia oltre il 60% degli occupati ha trovato lavoro grazie a una relazione diretta con l’azienda o alla rete informale di amici, conoscenti e parenti. Gli annunci online, invece, pesano appena il 4,2%.
Questo non significa che candidarsi online sia inutile. Significa che molte opportunità non sono immediatamente visibili, e che per orientarsi serve conoscere meglio il modo in cui il settore funziona davvero.
Per questo confrontarsi con professionisti del settore può aiutare a vedere da vicino le diverse realtà professionali della cultura: dal concept al budget, dalla sostenibilità economica alla comunicazione.
Di questi temi parliamo nella Summer School Lavorare nella cultura, 4 giorni full time a Roma. Trovate tutte le informazioni qui: https://bit.ly/LavorareNellaCulturaTA