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Associazione Spazio Asperger ONLUS
Associazione Spazio Asperger ONLUS
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Siamo un'associazione per le persone nello spettro autistico ad alto funzionamento, neurodiverse, le loro famiglie e i professionisti. Questi sono gli aspie.
L’idea di questa associazione nasce dal desiderio di far conoscere ad ampio raggio e a diversi livelli, quali scientifico, artistico, cinematografico e biografico, l'esistenza di persone che, a differenti gradi e in modo unico e irripetibile, si collocano in quello che oggi viene chiamato continuum autistico, o spettro autistico. A questo primo obiettivo di tipo informativo e divulgativo, se ne ag
giunge un secondo di natura etica, ovvero permettere alle persone autistiche/neurodiverse o con sindrome di Asperger, che stanno in un qualche punto imprecisato della parte alta dello spettro autistico, di riconoscersi prima di tutto in questa particolare condizione. Una volta riconosciuti nello spettro o durante il processo di autoconsapevolezza, vorremmo offrire a queste persone e a coloro i quali vivono a contatto con loro, uno spazio virtuale dove trovare supporto e la possibilità di conoscere altre persone simili. Ci auguriamo che questo sito possa contribuire ad aiutare le persone neurodiverse ad accettarsi e ad essere accolte e a ricercare il proprio posto nella società, offrendo uno specifico e, a volte unico e insostituibile, contributo. Il forum diviso in varie sezioni tematiche, offre tra i tanti argomenti, un luogo di confronto tra le due culture ovvero quella autistica/neurodiversa e quella neurotipica, nel tentativo di costruire insieme dei "ponti" che rendano possibile un dialogo rispettoso da ambo le parti, come auspicato da Jim Sinclair e da molte altre persone neurodiverse, impegnate nella difesa dei diritti delle persone autistiche. Ci proponiamo di perseguire queste finalità nella convinzione che, come scrive Clare Sainsbury, adulta autistica “i problemi emergono non tanto dalla sindrome di Asperger in sé, quanto piuttosto da un ambiente sociale che è non progettato per le persone con sindrome di Asperger, ma per persone che hanno delle percezioni del mondo e uno stile di pensiero molto diversi dai nostri”. (Clare Sainsbury, Un’aliena nel cortile)
Riteniamo che affinché si realizzi un giorno una reale inclusione nella società, sia necessario difendere sia il proprio "diritto" ad essere autistici, ma anche permettere a chi non è autistico di comprendere le particolarità sensoriali, cognitive, affettive e comportamentali che sono l'espressione di una diversità neurologica. Lavoriamo insieme per accrescere la conoscenza sullo spettro dell'autismo e ridurre l'ignoranza che purtroppo ancora è diffusa nel nostro paese. Addentrandoci nella conoscenza di questa porzione di umanità potremmo restare sorpresi e scoprire cose interessanti e soprattutto conoscere persone che non ci saremmo mai aspettati di conoscere e di apprezzare. A tal proposito Tony Attwood e Carol Gray, due tra i più grandi studiosi della sindrome di Asperger, scrivono nel loro saggio “La scoperta dei criteri aspie”: “C’è la possibilità di fare nuove amicizie, un’opportunità di riconsiderare chi sembrava un po’ bizzarro, ma decisamente più onesto e genuino. Oltre a scoprire nuove amicizie, c’è la possibilità di avvalersi di prospettive e talenti unici per affrontare i problemi. C’è del lavoro da fare durante il prossimo secolo: malattie da curare, un ambiente da salvare, libertà da difendere. Fortunatamente ci sono persone dotate di una mente capace di affrontare la sfida e con l’abilità di focalizzarsi e perseverare; posseggono talenti e prospettive uniche a sufficienza per risolvere i problemi più grandi o migliorare i progetti più impegnativi. Sono la prova vivente che i migliori luoghi da frequentare sono sempre quelli che devono ancora essere scoperti.”
“Nulla su di noi senza di noi” è uno dei principi più importanti dell’autodeterminazione.
Ma quando parliamo di autismo emerge una domanda inevitabile: chi è quel “noi”?
Lo spettro autistico comprende esperienze, bisogni e percorsi molto diversi tra loro. Per questo la sfida non è trovare una singola voce che rappresenti tutti, ma creare spazio per una pluralità di prospettive.
Per approfondire l’argomento visita il nostro sito. Link in bio!
Diversity Day Roma
Il 17 giugno 2026, dalle ore 9.30 alle 15.30, presso l'Edificio Marco Polo (Viale dello Scalo di San Lorenzo 82, Roma), si terrà il Diversity Day Roma, l’evento dedicato all’inserimento e inclusione lavorativa di persone con disabilità e appartenenti a categorie protette.
Nel corso dell’evento studenti e i laureati Sapienza potranno consegnare il proprio curriculum e svolgere colloqui di persona con recruiter e manager di importanti realtà aziendali, negli stand appositamente allestiti. Scopri le aziende partecipanti
Sarà inoltre possibile ottenere informazioni sui servizi disponibili per le persone con disabilità nei corner dedicati agli enti e associazioni e usufruire di alcuni servizi di orientamento e supporto. Accedendo all’area “Training Point” sarà attivo un servizio per revisionare il cv con esperti del settore, per prepararsi ai colloqui attraverso delle simulazioni e per ricevere suggerimenti utili per la ricerca attiva del lavoro.
All’evento parteciperanno anche il Settore studenti con disabilità e Dsa di Sapienza e il Career Service Sapienza con uno stand dedicato per avere informazioni sui servizi e le iniziative offerti dall’Ateneo.
L’evento è gratuito.
Per partecipare è necessario iscriversi e registrarsi all’evento.
Il programma dell’evento e il form di iscrizione sono disponibili sul sito del Diversity Day.
L’evento è realizzato da Value People, Andel – Agenzia nazionale disabilità e lavoro e Jobadvisor, in collaborazione con Sapienza Università di Roma.
Per prepararti partecipa agli eventi di orientamento “Aspettando Diversity Day” con diversi focus tematici:
- 5 giugno, ore 10.00, webinar "Aspettando il Diversity Day: valorizza il tuo CV" - Prenotati su Jobteaser Sapienza
- 12 giugno, ore 10.00, laboratorio "Aspettando il Diversity Day: preparati a lasciare il segno!" - Prenotati su Jobteaser Sapienza
Vergogna, colpa, imbarazzo e orgoglio non nascono soltanto da ciò che sentiamo, dipendono anche dal modo in cui interpretiamo noi stessi attraverso gli altri.
Nell’autismo queste emozioni possono seguire percorsi diversi: a volte arrivano dopo, a volte sono particolarmente intense, a volte richiedono più contesto per diventare leggibili.
Comprendere come funzionano aiuta a leggere molte esperienze quotidiane in modo più accurato.
Per approfondire l’argomento visita il nostro sito. Link in bio!
Le emozioni sociali non riguardano solo ciò che proviamo, ma anche il modo in cui il cervello costruisce una rappresentazione degli altri e di noi stessi nelle relazioni.
Emozioni come vergogna, imbarazzo, orgoglio, colpa e gelosia nascono da questo processo.
Comprendere come funzionano aiuta a leggere in modo diverso molte esperienze autistiche.
Per approfondire l’argomento visita il nostro sito. Link in bio!
Per anni si è dato per scontato che l’autismo fosse associato a un invecchiamento cognitivo più rapido.
La ricerca recente racconta una storia molto più complessa.
Molti cambiamenti osservati nel tempo sembrano legati non tanto all’autismo in sé, quanto al carico accumulato nel corso della vita: adattamento continuo, stress cronico, sovraccarico e burnout.
Capire come si invecchia nello spettro significa iniziare a guardare all’intero arco della vita, non solo all’infanzia.
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La paura, nello spettro autistico, spesso non nasce da un pericolo evidente, ma da un sistema che lavora continuamente sotto carico: stimoli, richieste sociali, imprevedibilità, cambiamenti, sovraccarico sensoriale.
Quando l’attivazione aumenta, il cervello cambia priorità.
Prima la protezione - poi tutto il resto.
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L’identità non è qualcosa di fisso, ma un sistema che si costruisce continuamente attraverso esperienza, relazioni, corpo e ambiente.
Nell’autismo questo processo può diventare più complesso, soprattutto quando il sistema lavora per anni sotto carico o adattamento continuo.
A volte il problema non è “non sapere chi si è”, ma potrebbe essere il fatto di aver costruito la propria immagine soprattutto a partire da ciò che serviva per funzionare.
Quando il funzionamento diventa leggibile, cambia anche il modo di leggersi.
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La ristrutturazione cognitiva è uno strumento potente: aiuta a riconoscere i pensieri automatici e a ridurre le distorsioni.
Ma non sempre funziona allo stesso modo.
Quando il sistema nervoso è in allarme, il pensiero non sta cercando la verità ma la coerenza con quello che senti dentro. E per questo continua a sembrarti vero, anche se lo analizzi.
È qui che cambia il lavoro: prima regolare il sistema, poi lavorare sui pensieri.
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Autismo e ristrutturazione cognitiva
Nell’autismo molti pensieri nascono dal sistema nervoso. La ristrutturazione cognitiva aiuta, ma non basta sempre.
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